KodomoKodomo (子供, Kodomo?) è una parola giapponese che letteralmente vuol dire bambino. In base a ciò, e soprattutto nel fandom di anime e manga, essa ha assunto un significato più largo, a tal punto da diventare la parola rappresentativa di quel genere di anime e manga dedicato ai bambini.
In ogni caso, il genere Kodomo è appositamente creato tenendo in gran conto un'utenza composta appunto da bambini, motivo per il quale in tale genere sono del tutto assenti fenomeni come il fanservice o altri temi e spunti più appropriati per un'utenza adulta.
Alcuni esempi di Kodomo sono:
* Doraemon
* Hamtaro
* Ojamajo Doremi
* Pretty Cure
* Kurochan
* Magical Tarurūto-kun
I manga per bambini si caratterizzano, da quelli per adulti, per la presenza dei Furigana, una traslitterazione degli ideogrammi più complessi.
ShonenGli shōnen (少年,, shōnen? t.l. 'ragazzo') sono una categoria di manga ed anime indirizzati a un pubblico maschile, generalmente dall'età scolare alla maggiore età. [1]
Gli shōnen si focalizzano principalmente sull'azione e sulle battaglie, dando grande importanza alla forza dei personaggi. In questo contesto trova poco spazio il tema amoroso, anche se esistono alcuni Shōnen di questo genere. Sono inoltre comuni anche personaggi femminili molto sexy.
Alcuni esempi particolarmente rappresentativi sono
Ken il guerriero, S
aint Seiya,
Dragon Ball, oppure i più recenti
One Piece,
Bleach, e
Naruto.
SeinenSeinen (青年, letteralmente "maggiorenne"?) è un termine giapponese che, associato ad anime e manga, indica opere di questo tipo che hanno come target principalmente un pubblico maggiorenne. Diversamente dagli shōnen, con cui spesso vengono confusi fuori del Giappone, gli anime ed i manga seinen trattano di tematiche complesse, con uno stile grafico spesso ricercato.
Shonen'aiShōnen'ai (少年愛, Shōnen'ai?) (da shōnen, "ragazzo", e ai, "amore"), è un genere giapponese di anime e manga che include una relazione affettiva omosessuale tra adolescenti o giovani ragazzi, spesso affini ai canoni bishōnen.
Mentre il genere shōnen'ai tratta le relazioni da punto di vista affettivo, il genere yaoi si focalizza sull'atto sessuale esplicito, e non velato. Anche trascritto come Shonen ai o Shounen ai è molto popolare in Giappone, specialmente tra studentesse e casalinghe, mentre in Italia viene letto generalmente da ragazze eterosessuali o ragazzi omosessuali. Il fenomeno si è esteso anche in Italia sia grazie ad alcuni manga, quali
Card Captor Sakura e altri lavori delle autrici
Clamp, sia grazie all'esteso fenomeno delle fanfiction.
Solitamente i disegnatori di tali opere sono donne, ed è pensato per un pubblico femminile. Attualmente il termine non viene più usato in Giappone, perché è sinonimo di pedofilia, trattando molto spesso relazioni tra ragazzi, e non uomini. Si preferisce Boys' Love (BL), ovvero "amore tra ragazzi".
ShojoCon il termine giapponese shōjo (少女, shōjo? letteralmente, ragazza) ci si riferisce ad anime e manga destinati ad un pubblico femminile che va dagli ultimi anni dell'infanzia (dieci anni) sino alla fine dell'adolescenza (intorno alla maggiore età).
JoseiJosei (女性, Josei? donna) manga, IPA /ʥosei/; anche redisu (レディース, redisu?) o redikomi (レディコミ, redikomi?), letteralmente "ladies' comics" sono manga o anime dedicati ad un pubblico di donne e giovani adulte, la medesima fascia di età di seinen.
Nei josei manga, la narrazione è solitamente incentrata sulla vita quotidiana delle donne giapponesi alla scuola superiore e nella vita da adulte. Variante di shōjo stilisticamente più sobria e realistica, i josei manga trattano relazioni meno idealizzate con linguaggio e rappresentazioni più espliciti. Un sottotipo di josei manga è dedicato all'omosessualità maschile, simile allo yaoi ma con cui non va confuso.
Shojo'aiShōjo-ai è un termine giapponese dotato di un duplice significato. Il primo, quello principale, è solitamente ignorato al di fuori del Giappone.
Il significato primario ed originale indica l'attrazione, sessuale e non, provata per adolescenti o bambine. Si tratta dunque di un termine, solitamente inteso in senso negativo, che si riferisce alla pedofilia indirizzata unicamente verso soggetti femminili. Un termine analogo, sempre giapponese, può essere lolicon. In questo caso shōjo-ai significa "amore per le ragazzine".
Come significato secondario, shōjo-ai può essere anche inteso come "amore tra ragazze". In questo caso si riferisce ad anime e manga che abbiano come tema principale o secondario relazioni, affettive o sessuali, tra ragazze. Il termine, parallelo a shōnen-ai, in Giappone è utilizzato unicamente all'interno dell'ambiente delle dōjinshi; è utilizzato anche al di fuori del Giappone, cioè in Europa e Stati Uniti, dove tuttavia il significato primario del termine è pressoché sconosciuto, come sinonimo di yuri.
In Giappone, proprio per i motivi sopra citati si preferisce adoperare quest'ultimo termine, decisamente più corretto, rispetto a shōjo-ai che mantiene connotati negativi.
HentaiHentai (変態 o へんたい, Hentai?) ascolta [?] è una parola giapponese che significa "anormalità" o "metamorfosi". In Giappone si utilizza anche con il significato di "sessualmente perverso", ed ha una connotazione molto negativa, in quanto indica forme di "anomalia sessuale" (変態性欲, hentai seiyoku?), o di perversione.
Al di fuori del Giappone viene usato per riferirsi a opere a sfondo pornografico, divise principalemente tra hentai anime, hentai manga e videogiochi contenenti riferimenti sessuali (Eroge) o espliciti (H game). Per riferirsi a quanto inteso con esso in Occidente, viene usata invece l'espressione jū hachi kin anime (18禁アニメ, jū hachi kin anime? "anime vietato ai minori di 18 anni"), oppure seijin manga (成人漫画, seijin manga? "manga per adulti")
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